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Criteri Ambientali Minimi

Il Piano d’Azione Nazionale rinvia ad appositi decreti emanati dal Ministero dell’Ambiente, della tutela del Territorio e del Mare l’individuazione di un set di criteri ambientali “minimi” per ciascuna tipologia di acquisto che ricade nell’ambito delle seguenti “categorie merceologiche”:

I documenti “Criteri ambientali minimi” adottati con DM, riportano delle indicazioni generali volte ad indirizzare l’ente a perseguire una razionalizzazione dei consumi e degli acquisti e forniscono le “considerazioni ambientali” propriamente dette, collegate alle diverse fasi delle procedure di gara (oggetto dell’appalto, specifiche tecniche, caratteristiche tecniche premianti collegati alla modalità di aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa, condizioni di esecuzione dell’appalto) volte a qualificare ambientalmente sia le forniture che gli affidamenti lungo l’intero ciclo di vita ambientale.

I “criteri ambientali minimi” sono individuati fra i criteri ambientali in vigore relativi alle etichette di qualità ecologica ufficiali di vario tipo, fra altre fonti informative esistenti (per esempio le normative che impongono determinati standard ambientali quali le misure adottate nell’ambito della Direttiva relativa all’”Istituzione di un quadro per l’elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia”), e attraverso le indicazioni che provengono dalle parti interessate dell’industria (associazioni di categoria). Inoltre sono calibrati in modo da garantire il rispetto dei principi della non distorsione della concorrenza e della par condicio.

L’individuazione dei CAM rientra fra i compiti assegnati al Comitato di Gestione che istituisce dei gruppi di lavoro composti da esperti e referenti delle associazioni di categoria. I draft dei documenti da questi ultimi elaborati vengono sottoposti al confronto in seno al Tavolo di Lavoro Permanente prima dell’adozione formale con DM. Sono definiti pertanto dopo un’ampia consultazione, che include le analisi di mercato, a tutela della conformità giuridica e tecnica degli stessi.

La struttura e la procedura di definizione dei CAM consente di facilitare al massimo il compito delle stazioni appaltanti che vogliono adottare o implementare pratiche di GPP ed essere in linea con i principi del PAN. Con un semplice copia ed incolla infatti, possono trasferire nei propri capitolati le caratteristiche ambientali utili a classificare come “verde” la fornitura o l’affidamento cui si riferiscono e i relativi mezzi di prova per verificare la conformità delle offerte pervenute ai requisiti ambientali richiesti.

Il set di criteri ambientali che verrà individuato nel Piano d’Azione, inoltre, darà un quadro di riferimento utile anche alle stazioni appaltanti che, nel definire le specifiche tecniche di un capitolato d’oneri, così come recita la relativa disposizione normativa del codice dei contratti pubblici, sono obbligate “Ogniqualvolta sia possibile, a definirle in modo da tenere conto criteri di accessibilità per i soggetti disabili, di una progettazione adeguata per tutti gli utenti, della tutela ambientale”. Inoltre fornisce indicazioni utili al mercato, che verrà gradualmente portato ad innalzare il livello della qualità ambientale dei prodotti e dei processi in linea con i trend normativi e di domanda sempre più attenta alla qualità ambientale.

Si sottolinea inoltre che i criteri individuati dal Piano d’Azione Italiano integrano i “criteri di base” relativo ad un primo set  di prodotti/servizi/lavori del toolkit europeo (cfr. modulo  3 http://ec.europa.eu/environment/gpp/toolkit_en.htm), che sostanzialmente coincidono con le categorie del PAN Italiano. La Commissione Europea, per non creare distorsioni nel mercato comune, ha invitato infatti gli Stati Membri a tener conto di questi criteri nell’ambito dei propri piani d’azione. Inoltre ha fissato un obiettivo politico da conseguire nel 2010 “il 50% degli appalti pubblici degli stati membri devono integrare i criteri di base del toolkit’ e sta valutando se sia il caso di far diventare cogente l’integrazione di detti criteri nel futuro.