Il contributo alla strategia sul consumo e la produzione sostenibili, trae le basi conoscitive e metodologiche da studi e progetti realizzati e in corso di realizzazione/definizione. In particolare alcuni di questi sono stati promossi dal Ministero e verranno seguiti direttamente dai tecnici del Ministero proprio per avere elementi per qualificare e implementare la strategia medesima, quali:
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I soggetti operanti nella grande distribuzione sono strategici in via trasversale dal momento che hanno le competenze tecniche e il potere di mercato necessario per incidere presso i propri fornitori nonché rappresentano un canale per approcciare e sensibilizzare i consumatori. Per tale motivo è stato stipulata un'Intesa tra il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e la COOP, che darà impulso a varie attività già avviate sul tema da COOP, con l’obiettivo di sperimentare approcci e strumenti IPP / SCP.
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La struttura del distretto, caratterizzata dalla presenza di segmenti di filiera o da filiere complete (decine o centinaia di PMI che lavorano spesso in serie o in parallelo nel ciclo di lavorazione degli stessi prodotti), facilita lo scambio di informazioni tra i diversi soggetti e quindi la valutazione del ciclo di vita dei prodotti ed il controllo delle sue fasi. Valorizzando questa caratteristica, è possibile da un lato, diffondere l’ecoinnovazione di prodotto nei distretti industriali, dall’altro mettere in funzione uno strumento di comunicazione di prodotto su questi temi.
Oltre alla definizione di un percorso di miglioramento ambientale in cui sono coinvolte imprese (processi produttivi, prodotti, gestione logistica) e amministrazioni locali, il gdl ha l’obiettivo di creare, come strumento di marketing improntato alla “sostenibilità”, un MARCHIO di DISTRETTO applicabile in modo omogeneo su scala nazionale da parte dei diversi sistemi produttivi locali e spendibile efficacemente in ottica competitiva, che rispecchi il risultato di un’azione combinata di qualificazione ambientale della produzione e del territorio. Tale marchio si dovrebbe configurare come un’etichetta ambientale di tipo I a garanzia della qualità ambientale complessiva dei prodotti tipici del distretto o della filiera e della sostenibilità della produzione e del territorio da cui proviene il prodotto. Il “marchio”, adattabile nei diversi contesti produttivi territoriali (distretti industriali, distretti agroindustriali, nuovi distretti tecnologici, ecc.), consentirebbe ai prodotti tipici del Made in Italy di differenziarsi dai competitori internazionali, offrendo un surplus di qualità ambientale. Cfr. Proposta sui distretti
L’approccio sui distretti da parte della DSA è cominciato nel 2005, anno in cui è stato attivato un progetto sul distretto del Mobile di Pordenone, che ha dimostrato come
Nell’ambito dei lavori del Comitato di gestione, l’ARPA Toscana ha promosso e coordinato tale gdl. I componenti del gruppo di lavoro hanno prodotto il cosiddetto “Documento di Firenze sul consumo sostenibile”, che si configura al contempo sia come documento di sensibilizzazione sul tema in quanto delinea il concetto di consumo sostenibile e le motivazioni per cui è necessario promuovere una coscienza ambientale nelle scelte d’acquisto e nei comportamenti dei consumatori, sia come una dichiarazione di intenti da parte dei componenti del gdl, che si impegnano ad attivarsi su alcune linee di attività volte a favorire pratiche a riguardo.